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Una degustazione al Kurhaus di Merano

Merano WineFestival 2026 · TasteTerroir bio&dynamica

Cult Oenologist 2026

The Legends · The Masters · The Visionaries

6 . 11 . 2026 10:00 – 16:30 Kurhaus · Merano

Ci sono uomini che fanno il vino. E ci sono uomini che, attraverso il vino, riescono a lasciare una traccia.

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Cult Oenologist 2026

Lasciare una traccia

Ci sono uomini che fanno il vino.
E ci sono uomini che, attraverso il vino, riescono a lasciare una traccia.

Cult Oenologist nasce per celebrare questi ultimi: personalità che attraverso conoscenza, esperienza, intuito e visione hanno contribuito a trasformare l’enologia italiana e a renderla una delle massime espressioni della cultura del vino nel mondo.

Non vogliamo celebrare soltanto la tecnica.
Vogliamo celebrare la capacità di ascoltare la terra, comprendere il tempo, interpretare un territorio e trasformarlo in emozione.

Per questo abbiamo scelto tre grandi dimensioni dell’enologia contemporanea:

La selezione

Base e condizione per la selezione degli enologi Cult Oenologist è l’assegnazione di almeno un WH Award a un vino di almeno 3 aziende vitivinicole, tra cui almeno un WH Award Candidato Platinum >95/100 punti.

Cult Oenologist 2026

The Legends

coloro che hanno scritto la storia.

The Legend

Franco Bernabei

in memoriam

Leggi la biografia

L’eleganza non ha bisogno di alzare la voce. E forse proprio questa frase racconta meglio di ogni altra l’enologia di Franco Bernabei.

Una carriera costruita attraverso competenza, sensibilità, esperienza e un profondo rispetto per il territorio. Nel corso dei decenni ha accompagnato alcuni dei più importanti protagonisti del vino italiano, contribuendo in maniera significativa alla crescita qualitativa della Toscana e all’affermazione internazionale di numerose etichette divenute simbolo dell’eccellenza italiana.

La sua filosofia ha sempre avuto un principio fondamentale: l’enologo non deve prevalere sul vino. Deve ascoltare la vigna, comprendere l’annata, interpretare la varietà e accompagnare il vino verso la sua espressione più autentica.

Ne derivano vini di equilibrio, profondità e longevità. Vini nei quali la tecnica diventa invisibile perché lascia spazio all’identità.

Cult Oenologist – The Legend celebra Franco Bernabei, maestro dell’eleganza e interprete straordinario del vino italiano.

The Legend

Riccardo Cotarella

Leggi la biografia

Ci sono personalità che accompagnano la storia. E ce ne sono altre che contribuiscono a cambiarla. Riccardo Cotarella appartiene a queste ultime.

Enologo, uomo di vino, imprenditore, docente e protagonista della vita istituzionale del settore, ha attraversato oltre mezzo secolo di evoluzione vitivinicola italiana contribuendo in maniera determinante alla sua trasformazione.

La sua grandezza non risiede soltanto nei vini che ha contribuito a creare. Risiede soprattutto nella capacità di comprendere il potenziale di territori, vitigni e produttori prima ancora che questo potenziale fosse pienamente riconosciuto.

Ha saputo portare conoscenza scientifica nella tradizione, modernità nella cultura rurale, visione internazionale nell’identità profondamente italiana del vino.

Per Riccardo Cotarella, dietro ogni grande bottiglia esistono innanzitutto una terra, una famiglia e una storia.

Ed è proprio questa capacità di riconoscere il valore delle origini e proiettarlo verso il futuro ad averne fatto uno dei grandi protagonisti dell’enologia italiana.

Cult Oenologist – The Legend rende omaggio a Riccardo Cotarella, per avere contribuito a scrivere una delle pagine più importanti della storia moderna del vino italiano.

The Legend

Carlo Ferrini

Leggi la biografia

Il grande vino nasce dall’identità. Ed è alla ricerca dell’identità che Carlo Ferrini ha dedicato la propria vita professionale.

La Toscana rappresenta il cuore della sua esperienza, ma la sua cultura enologica ha attraversato territori, vitigni e denominazioni differenti.

Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e all’affermazione di numerose realtà d’eccellenza, diventando uno degli interpreti più autorevoli dell’enologia italiana contemporanea.

Il suo lavoro unisce precisione e sensibilità, conoscenza e intuizione.

Per Ferrini, ogni vigneto possiede una voce.
Il compito dell’enologo è riconoscerla, comprenderla e permetterle di esprimersi.

È da questa filosofia che nascono vini capaci di combinare potenza ed eleganza, struttura e armonia, immediatezza e capacità di attraversare il tempo.

Cult Oenologist – The Legend premia Carlo Ferrini come uno dei grandi maestri che hanno contribuito a costruire il prestigio internazionale del vino italiano.

The Legend

Luca D’Attoma

Leggi la biografia

Innovare significa avere il coraggio di mettere in discussione ciò che già conosciamo.

Luca D’Attoma ha costruito il proprio percorso professionale proprio su questa capacità.

Ricerca, osservazione, sensibilità verso il vigneto e una visione profondamente personale dell’enologia ne hanno fatto uno degli interpreti più originali del vino italiano contemporaneo.

Per D’Attoma tutto inizia dalla vigna. È lì che nasce l’identità del vino. La cantina non deve crearla artificialmente, ma riconoscerla, proteggerla e accompagnarla.

Il suo lavoro ha contribuito alla nascita di vini capaci di combinare forza e raffinatezza, concentrazione e freschezza, personalità e territorio.

Dietro questa apparente semplicità esiste una ricerca incessante.
Perché il grande vino, nella sua visione, non è mai un punto di arrivo. È una continua ricerca dell’equilibrio.

Cult Oenologist – The Legend celebra Luca D’Attoma, per avere trasformato sperimentazione, conoscenza e sensibilità in una delle firme più riconoscibili dell’enologia italiana.

Cult Oenologist 2026

The Masters

coloro che rappresentano la conoscenza, l’eccellenza e la continuità.

The Master

Gianni Menotti

Ci sono enologi che costruiscono grandi vini. Gianni Menotti ha contribuito anche a costruire una cultura del vino.

Il Friuli Venezia Giulia rappresenta il cuore della sua esperienza e uno dei territori attraverso i quali ha espresso con maggiore forza la propria visione.

Una visione fondata sulla precisione, sulla conoscenza dei vitigni e soprattutto sul rispetto della loro personalità.

Il suo percorso professionale è costellato di riconoscimenti, ma la vera misura della sua carriera è rappresentata dalla continuità.
Vendemmia dopo vendemmia. Azienda dopo azienda. Territorio dopo territorio.
Sempre cercando eleganza, equilibrio e autenticità.

Per Menotti la tecnica è fondamentale, ma non può essere il protagonista del vino.
Il protagonista deve rimanere il territorio.

Cult Oenologist – The Master rende omaggio a Gianni Menotti, per una vita professionale dedicata con rigore e passione all’eccellenza dell’enologia italiana.

The Master

Paolo Caciorgna

Paolo Caciorgna è un viaggiatore dell’enologia italiana.

Un viaggio che attraversa territori diversi, culture diverse, vitigni diversi.

Dalla Toscana alla Sicilia e oltre, ogni esperienza ha contribuito a costruire una filosofia precisa: non esiste un modello enologico valido per tutti i territori.
Esiste invece la capacità di ascoltare.

Comprendere ciò che ogni vigneto vuole raccontare e trovare il linguaggio più autentico attraverso il quale permettergli di esprimersi.

La sua enologia è quindi un’enologia dell’identità. Non cerca la firma del winemaker nel bicchiere. Cerca la firma della terra.

È proprio questa capacità di entrare in relazione con luoghi differenti mantenendone intatta la personalità a rendere il suo percorso così particolare.

Cult Oenologist – The Master celebra Paolo Caciorgna, interprete sensibile dei territori italiani e maestro di un’enologia fondata sull’ascolto.

The Master

Alessandro Cellai

Passione, intuizione e determinazione sono gli elementi che accompagnano il percorso di Alessandro Cellai.

La Toscana e il Chianti Classico rappresentano il cuore di una carriera durante la quale Cellai ha saputo coniugare la grande tradizione enologica della propria terra con una visione moderna e internazionale.

Il suo lavoro nasce dalla vigna, ma guarda sempre oltre.
Perché un grande vino deve essere capace di raccontare il territorio e contemporaneamente parlare al mondo.

È questa capacità di unire identità e contemporaneità che ha caratterizzato il suo percorso professionale.

I risultati internazionali ottenuti negli ultimi anni testimoniano la solidità di questa visione. Ma dietro i riconoscimenti rimane soprattutto un principio:
un vino deve avere un’anima.
Quella del territorio, quella dell’annata e quella delle persone che lo hanno immaginato.

Cult Oenologist – The Master premia Alessandro Cellai, per avere contribuito con talento e passione alla nuova immagine internazionale del grande vino toscano.

Cult Oenologist 2026

The Visionaries

coloro che attraverso nuove sensibilità stanno immaginando il vino di domani.

The Visionary

Gabriele Gadenz

Ogni generazione riceve un’eredità. Ma il suo compito non è soltanto conservarla: è portarla nel futuro.

Gabriele Gadenz rappresenta questa nuova generazione dell’enologia italiana.

Una generazione che ha avuto la possibilità di imparare dai grandi maestri ma che oggi deve affrontare sfide completamente nuove.

Cambiamento climatico. Nuovi equilibri in vigna. Sostenibilità. Tutela della biodiversità. Valorizzazione dei vitigni autoctoni.
Ricerca di una sempre maggiore autenticità territoriale. Gadenz guarda a queste trasformazioni non come a un limite, ma come a un’opportunità di ricerca.

La sua enologia nasce dalla curiosità e dalla volontà di sperimentare, mantenendo sempre un forte legame con il territorio.

Guardare avanti senza dimenticare da dove veniamo. È questa la responsabilità della nuova generazione.

Cult Oenologist – The Visionary premia Gabriele Gadenz, quale interprete di una nuova sensibilità enologica e rappresentante di quel futuro del vino italiano che oggi sta iniziando a prendere forma.

Venerdì 6 novembre 2026 · 10:00 – 16:30 · Kurhaus, Merano

La degustazione

All’interno di TasteTerroir bio&dynamica, dieci Cult Oenologist presentano i vini che nascono dalla loro consulenza nelle aziende che seguono: un percorso di degustazione tra interpretazioni stilistiche diverse, terroir unici e annate iconiche – e l’occasione di incontrare da vicino i protagonisti dell’enologia italiana.

Venerdì 6 novembre 2026 10:00 – 16:30 Kurhaus, Merano

Apri un nome per leggere la biografia.

Franco Bernabei in memoriam Cult Oenologist 2026 · The Legend

Nato ad Abano Terme il 19 ottobre 1952 in una famiglia impegnata nel vino già da un secolo. Le prime esperienze lo vedono affiancare il padre, importatore e distributore di vini francesi e italiani, albergatore e vinificatore nei Colli Euganei.

Dopo i primi studi di agraria a Padova, consegue nel 1974 il titolo di enologo e inizia a lavorare a tempo pieno per la Ruffino della Famiglia Folonari e a diretto contatto con il Dott. Ambrogio Folonari.

È nel 1978 che decide per la libera professione, arrivando a svolgere l’attività di consulenza enologica in Toscana, Sicilia, Puglia, Veneto, Sardegna e Trentino-Alto Adige.

Nicola Biasi

Enologo friulano classe 1981, Nicola Biasi si forma in Friuli, per poi seguire vinificazioni in Sud Africa e Australia. Al suo ritorno la Toscana diventa casa e lì inizia il suo quasi decennale percorso con le aziende toscane di Marilisa Allegrini.

Nel 2012 avvia il suo noto progetto Vin de la Neu, che gli apre la strada per essere tra i pionieri in Italia per l’uso di vitigni resistenti. Nel 2015 parte la sua carriera da solista che si conferma nel 2020 con la fondazione della Nicola Biasi Consulting, società di consulenze con cui attualmente guida più di 25 aziende in tutta Italia e il suo nuovo progetto nella Mosella tedesca.

È promotore e presidente del progetto “Resistenti Nicola Biasi”, rete di aziende che condividono un unico obiettivo tra qualità e sostenibilità. Era il più giovane tra i Cult Oenologist del 2021.

Giuseppe Caviola

Giuseppe “Beppe” Caviola è enologo e proprietario di Ca’ Viola, azienda agricola a Dogliani (Piemonte).

Ha iniziato nel 1991 coltivando vigne nel garage dei genitori dopo aver studiato alla Scuola Enologica di Alba; i primi vini furono il Dolcetto Barturot e Bric de Luv, prodotti nella zona delle Langhe.

Oltre a produrre con Ca’ Viola, è consulente per numerose aziende in Piemonte e in altre regioni italiane.

Nel 2002 è stato nominato “Enologo dell’Anno” da Gambero Rosso.

Il suo approccio enologico unisce rispetto del terroir e pratiche sostenibili: fermentazioni con lieviti indigeni, uso limitato o nessuno della filtrazione, forte connessione con il vitigno e il territorio.

Stefano Chioccioli

Stefano Chioccioli è agronomo ed enologo con laurea in Scienze Agrarie (’85), riconosciuto per oltre 25 anni di consulenza in Italia e all’estero.

Ha collaborato con molte cantine prestigiose in Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Ungheria e Francia, curando vini battezzati da importanti guide internazionali.

È titolare del progetto familiare Chioccioli Altadonna a Gaiole in Chianti, dove affianca i figli Niccolò ed Enrico nella produzione dei vini di alta gamma e negli aspetti tecnici di vigna e cantina.

Il suo stile valorizza il territorio, con particolare cura per la composizione del suolo, la scelta dei cloni, la gestione agronomica attentissima, e un approccio che bilancia eleganza, struttura e identità locale.

Riccardo Cotarella Cult Oenologist 2026 · The Legend

Riccardo Cotarella rappresenta la seconda generazione di una famiglia che si è dedicata alla produzione di uva e vino.

Nato nel 1948 a Monterubiaglio, un borgo in provincia di Terni, studia presso la scuola di viticoltura ed enologia a Conegliano Veneto.

Nel 1979 insieme al fratello Renzo fonda quella che oggi è Famiglia Cotarella, una delle più importanti e qualificate aziende vitivinicole d’Italia con 200 ettari di vigneto e quasi 2 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo.

Fonda la società di consulenze “Chiasso Cotarella srl”, che svolge attività di consulenze viticole ed enologiche in Italia e in tutto il mondo e che si avvale di numerosi collaboratori.

Più di 100 aziende in Italia, Francia, Palestina, Giappone, Russia, Romania, Spagna, Serbia, Georgia affidano i loro vigneti e i loro vini alle cure professionali di Riccardo Cotarella.

Luca D’Attoma Cult Oenologist 2026 · The Legend

“Sono sempre stato attratto dalla natura e dal mondo agricolo. Così tanto da sceglierli come compagni di vita.

Animato da questa passione, ho orientato i miei studi verso la viticoltura e l’enologia.

Mi sento libero da schemi preconcetti e ho l’ambizione di creare qualcosa di unico. Qualcosa che sia distintivo del mio lavoro e capace di valorizzare al massimo vitigni e territori. La passione per il vino mi spinge ogni giorno ad ampliare le mie conoscenze, cercare nuovi orizzonti.”

Emiliano Falsini

Laureato a Firenze nel 1999 e dopo varie esperienze all’estero, Emiliano Falsini dal 2000 ha iniziato il suo percorso come enologo consulente all’interno del Gruppo Matura collaborando con Alberto Antonini ed Attilio Pagli.

Ad oggi, dopo 25 anni di lavoro, collabora con oltre 50 realtà dislocate dal Piemonte alla Sicilia nei territori più vocati della viticoltura italiana (Barolo, Bolgheri, Montalcino, Montefalco, Etna).

Il suo focus sono vini artigianali di territorio, vini dalla forte identità dove cerca di far esprimere vitigno, territorio e produttore senza mai perdere di vista eleganza, piacevolezza e pulizia organolettica.

Parallelamente dal 2019 ha sviluppato un suo progetto personale acquistando dei vigneti a Bolgheri, dove coltiva Cabernet Franc, e nel versante nord dell’Etna, dove produce Nerello Mascalese: due piccoli progetti che sono il compimento anche del suo percorso professionale ed umano nel mondo del vino.

Carlo Ferrini Cult Oenologist 2026 · The Legend

Nato a Firenze nel 1954, cresce con una forte passione per la campagna e il vino, trasmessagli dal padre, agricoltore e appassionato di viticoltura.

Dopo gli studi superiori, si laurea in Scienze Agrarie all’Università di Firenze nel 1978, con una tesi sulla meccanizzazione della viticoltura.

Inizia la carriera al Consorzio del Chianti Classico, dove rimane oltre dieci anni, diventando responsabile tecnico e contribuendo al rilancio qualitativo della denominazione.

Nel 1992 intraprende la libera professione, avviando un’attività di consulenza enologica che lo porta a collaborare con aziende di primo piano in Toscana, Sicilia, Abruzzo ed Etna.

Premiato come “Enologo dell’Anno” e “Winemaker of the Year”, è noto per il suo approccio rispettoso del territorio, in particolare del Sangiovese.

Dal 2002 firma anche vini propri con il progetto Podere Giodo, a Montalcino e, più recentemente, sull’Etna.

Donato Lanati

Nato a Voghera, Donato Lanati si appassiona giovanissimo al vino, ispirato dai vigneti monferrini che scopre insieme al padre durante infanzia ed escursioni.

Dopo la scuola superiore, si iscrive all’Università di Torino, dove si laurea in Scienze Agrarie e consegue la specializzazione in Viticoltura ed Enologia.

Fonda nel Monferrato il centro di ricerca Enosis Meraviglia a Fubine (Alessandria), progetto che unisce ricerca scientifica, sostenibilità e rispetto del territorio.

È docente universitario, membro dell’OIV nella Commissione Enologia, oltre che consulente per molte aziende italiane e straniere (Svizzera, Georgia, Bulgaria, Cile, etc.).

Conosciuto come “enologo-scienziato”, mette al centro del suo lavoro lo studio dell’acino, del suolo, delle molecole, per restituire vini con forte identità territoriale.

Vincenzo Mercurio

Vincenzo Mercurio è enologo consulente campano con quasi 30 anni di esperienza, laureato in tecnologie alimentari ed in enologia, formatosi anche in Francia. Dal 2007 svolge la libera professione, offrendo consulenza in vigna e in cantina in molte regioni italiane, tra cui Campania, Lazio, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto, Friuli, Umbria e Sicilia.

Nel 2022 ha ricevuto il premio “Oscar del Vino – Premio Giacomo Tachis” come Miglior Enologo d’Italia.

Il suo approccio è basato sul riconoscimento del terroir, vini con identità propria, e protocolli su misura; grande attenzione a sostenibilità, biodiversità, lieviti territoriali e cura di tutti i passaggi dalla vigna alla bottiglia.

Venerdì 6 novembre 2026 · TasteTerroir bio&dynamica

Ascoltare la terra.

I Cult Oenologist 2026 e i loro vini al Kurhaus di Merano: degustazione dalle 10:00 alle 16:30 all’interno di TasteTerroir bio&dynamica.